Firma per aiutare Fabrizio Adornato
LETTERA AL CSM
alla c.a. Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
On. Michele Vietti
Palazzo dei Marescialli, Roma
Roma, 13 ottobre 2011
Onorevole Vicepresidente,
sono Fabrizio Adornato, un genovese quarantaseienne Maresciallo Capo dei Carabinieri, in servizio presso il nucleo CC Banca d'Italia di Genova, che Le fa presente quanto segue:
Dal 24 maggio c.a. mi trovo a Roma, "costretto" per la seconda volta a sostare presso il Quirinale, per una forma di protesta civile e non violenta, tendente a sensibilizzare il Presidente della Repubblica - in qualità di comandante supremo delle Forze Armate, nonché presidente del CSM - circa il mio calvario giudiziario.
Denuncio un degrado insostenibile sotto ogni profilo: giudiziario, psico-emotivo, economico, relazionale.
Il mio grido di dolore acquista una valenza particolare: in quanto militare dell'Arma ho dedicato la mia vita a servire la Giustizia, dalla quale però ho ricevuto in cambio solo vessazioni.
Tale protesta infatti prende vita dalle ripetute ingiustizie di cui sono stato attore passivo, dal 2001 sino ad oggi.
La corposa documentazione, completa di tutti i dettagli, è consultabile sul blog eremita65.blogspot.com nonché sul sito www.eremita65.com
Utilizzo sito e blog come vetrine liberamente accessibili proprio per mettere a conoscenza l'opinione pubblica degli errori compiuti da una parte della magistratura genovese che coscientemente mi penalizza con accanimento, sia nella mia vita privata che professionale. Questo mi ha costretto, con grande dispiacere, a formulare precise accuse (10 denunce) nei confronti di magistrati ed avvocati.
Ho deciso di effettuare questo tipo di protesta pubblica per sensibilizzare sull'argomento il Presidente Giorgio Napolitano.
Il primo passo in tal senso è una mia lettera, datata 2/11/2010, alla quale il Quirinale rispondeva dichiarando l'incompetenza del Capo dello Stato che, non potendo intervenire direttamente, avrebbe però provveduto ad inviare la documentazione al CSM.
Non ricevendo alcuna comunicazione dal CSM, nonostante a dicembre 2010 mi sia recato di persona presso i Vostri uffici per chiedere lumi circa l'iter della pratica, nel mese di marzo 2011 decidevo di dare inizio alla protesta pubblica, tramite uno sciopero della fame presso il Quirinale protratto per circa 20 giorni.
Non potendomi assentare ulteriormente dal Servizio, alla fine di marzo facevo ritorno a Genova, speranzoso che il mio gesto avesse sensibilizzato gli organi competenti.
Purtroppo questa mia speranza è rimasta tale in quanto nulla è progredito verso l'applicazione della Giustizia.
Quotidianamente decine di migliaia di persone come me, genitori separati, subiscono nelle aule di tribunale sulla propria pelle l'accanimento ingiustificato da parte di una minoranza di persone, solo in via teorica sono portatori di giustizia, che corre il rischio di gettare forte discredito sull'intera categoria.
In data 24 maggio, come detto in precedenza, sono tornato a Roma per riprendere la protesta pubblica basata sullo sciopero della fame. Dopo altri 33 giorni e due ricoveri in ospedale, sospendevo lo sciopero della fame continuando però il presidio nei pressi del Quirinale. Per un periodo di 20 gg ho innalzato la soglia della mia protesta, decidendo di rimanere ad oltranza anche di notte, pernottando nei pressi dell'ingresso principale delle Scuderie del Quirinale.
La mia vicenda ha acquisito una risonanza nazionale ed internazionale che è andata oltre ogni mia intenzione. Diverse associazioni del privato sociale sostengono la mia iniziativa e diffondono aggiornamenti quotidiani
Siti, blog e socialnetwork dedicano enormi spazi: inserendo Fabrizio Adornato sui motori di ricerca appaiono oltre 80.000 pagine dedicate.
Il mio non è certo un caso isolato: sono divenuto involontariamente l'emblema di un disagio sociale diffuso, che abbraccia una moltitudine di persone.
Le disfunzioni della Giustizia in materia di Diritto di Famiglia coinvolgono, secondo stime prudenti, circa un terzo della popolazione residente: 20 milioni di persone, tra coinvolgimento diretto ed indotto (figli, genitori, nonni, zii, cugini etc.)
Alcuni organi di stampa, alcune radio e tv locali hanno trattato la vicenda, denunciando le maglie larghe della giustizia nel mio come in troppi altri casi.
Tre diverse interpellanze parlamentari, presentate in entrambi i rami del Parlamento da esponenti sia di maggioranza che di opposizione, chiedono chiarimenti al ministro della Giustizia.
Preciso inoltre di aver tenuto da sempre un comportamento ineccepibile sotto ogni aspetto, elemento che ha indotto l'Arma dei Carabinieri a non ostacolare questa mia forma di protesta, permettendomi di compiere un gesto che mai prima d'ora nessun militare della Benemerita aveva fatto.
L'amore nei confronti di mia figlia, la paternità negata e la dignità calpestata sono le molle che mi hanno spinto ad iniziare questa mia protesta ed ora a metterLa al corrente dell'intera vicenda. La pratica che mi riguarda, inviata dal Quirinale presso i Vs. uffici all'inizio di novembre 2010, attualmente GIACE in VI Commissione.
Conscio del fatto che Lei comprenda benissimo come cerchi di sopravvivere con la morte nel cuore, Le chiedo – per quanto possibile – di intervenire con cortese sollecitudine per porre rimedio a questa situazione, simile ad altre decine di migliaia di casi ugualmente drammatici, pur non contemplando denunce nei confronti di chi commette palesi errori.
Mi rendo disponibile per ogni ulteriore chiarimento che potrà dimostrare inequivocabilmente come sia in possesso di numerose prove circa i reati compiuti ai miei danni dai magistrati oggetto delle mie denunce, per le quali peraltro non ho ricevuto ne' contestazioni, ne' querele per calunnia, diffamazione o altro.
Cordialmente ringraziandoLa per la sua attenzione, Le porgo distinti saluti in attesa di una cortese risposta
Fabrizio Adornato
tel.cell. 3313613354


